L’OLIVO

Del sol figlio son Tra tutti il prediletto Da Dio benedetto E pieno di prosperità

Questi versi furono scritti da un poeta greco, membro dell’Accademia di Atene, 100 anni fa, Kostis Palamàs.

Fu il poeta dei Giochi Olimpici, avendo scritto, nel 1895, l’inno delle Olimpiadi. Fino al 1960, l’inno era cantato nella lingua in cui fu scritto, la lingua greca. Da allora, in seguito a decisione del Comitato Olimpico Internazionale, è cantato nella lingua del paese, sede dei Giochi. Fu, quindi, il poeta ideale per scrivere anche la poesia ideale per il benedetto albero dell’olivo, con i cui rami, 2500 anni fa, erano incoronati i vincitori dei Giochi Olimpici nell’antica Olimpia.

L’olivo è un albero appartenente agli alberi da frutto del genere Olea. Dal suo frutto, l’oliva, si produce l’olio di oliva. È un albero sempreverde con foglie lanceolate di color verde scuro. I suoi fiori sono bianchi. A questa famiglia appartengono almeno 20 specie. La sua altezza oscilla dai 3 metri, per raggiungere anche i 20 m. È ritenuto un albero secolare, visto che può vivere migliaia di anni. Esempio caratteristico è un olivo che si incontra a Creta. È l’olivo della zona di Vouves, nella provincia di Chanià, ritenuto una delle più antiche specie in vita del pianeta. La sua età supera i 3.000 anni. Questo olivo ha un perimetro di 12 m con 3,65 m di diametro. È stato dichiarato monumento internazionale della natura. Con i suoi rami, fu incoronato il primo vincitore della Maratona di Atene, nei Giochi Olimpici di Atene il 2004, e nei Giochi Olimpici di Pechino, il 2008. Le foglie dell’olivo spuntano due alla volta su ogni ramo, esempio di comunanza, unione e vita.